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Io penso a te quando dal seno del mare
il sole sorge e i suoi raggi dardeggia;
io penso a te quando al chiarore lunare
l'onda serena biancheggia.
Io penso a te quando sale la polvere
lungo il lontano sentiero,
e nella notte oscura, quando al passeggero
sul ponte il cuore balza di paura.
Johann Wolfgang von Goethe
A guardare questo mare
Che si muove anche dentro me
Così in tumulto
Mi ritornano in mente sai
Voci e volti scomparsi ormai
Alcune scene molto care
Anche se purtroppo rare
E ad un tratto io penso che
Potrei vivere senza te
Potrei, però sarei un altro uomo
Posso aggiungere anche che
La mia immagine senza te
Corre libera incontro a nuovi stimoli
Potrei quasi pensare che
Forse non mi pentirei,
Perché è bello e anche giusto sai
Per noi rinascere
Ma c'è un tuffo nel cuore mio
Una freccia in profondità
Un salto indietro
Un salto che mi fa desistere
Ma perché non scolori mai
Ma perché torni e dopo vai
Perché queste scelte poi
In me si alternano
Per un attimo tu sei mia
Poi l'onda arriva e ti porta via
Perché sono così travolto
Così sensibile
Un'onda che va
Un'altra onda che arriverà
Le emozioni si rincorrono
Senza soste coi pensieri
Un'onda che viene un'altra onda se ne va
In questo mare che ci appartiene
Che dolore volersi bene
Ma perché non scolori mai
Ma perché torni e dopo vai
Perché queste scelte poi
In me si alternano
Quel che accade, ebbene sia
Poi l'onda arriva e ti porta via
Scivoliamo senza drammi
Il nostro vivere
Un'onda che va un'altra
Onda che arriverà
Le emozioni si rincorrono
Senza soste coi pensieri
Un'onda che viene
Un'altra onda se ne va
In questo mare che ci appartiene
Che dolore volersi bene
Un'onda che va
Un'altra onda che arriverà
In questo mare che ci appartiene
Che dolore volersi bene.
Riccardo Cocciante
un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva,
quando l’onda ti porta senti di far parte
e ti sembra che tutto finalmente
abbia un significato.
E quando sei su certe onde,
montagne d'acqua, vere montagne,
non ti importa di nulla.
Vuoi solo scoprire di che pasta sei fatto.
Non ti importa di niente a parte essere lì sopra.
E c'è un armonia perfetta, in quei secondi che sei lì
in equilibrio fra il mare e il cielo,
quasi fermo mentre scivoli velocissimo
tra l'acqua e l'aria, e il fragore.
Passi nel mezzo dell'onda, nel punto esatto,
equidistante tra questi opposti.
Gianrico Carofiglio
Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda.
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine:
L'accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi.
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!
Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n'est pas un gouffre moins amer.
Tu te plains à plonger au sein de ton image;
Tu l'embrasses des yeux et des bras, et ton cour
Se distrait quelques fois de sa propre rumeur
Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage.
Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets:
Homme, nul n'a sondé le fond de tes abîmes;
O mer, nul ne connaît tes richesses intimes,
Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets!
Et cependant voilà des siècles innombrables
Que vous vous combattez sans pitié ni remord,
Tellement vous aimez le carnage et la mort,
O lutteurs éternels, o frères implacables!
Charles Baudelaire
Ho bisogno del mare perché m’insegna
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o solo roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono
addormentato
circolo in qualche modo magnetico
nell’università delle acque.
Pablo Neruda da “Memorial de Isla Negra”
Noi navighiamo in un vasto mare,
sempre incerti e instabili,
sballottati da un capo all'altro.
Qualunque scoglio,
a cui pensiamo di attaccarci e restar saldi,
vien meno e ci abbandona e,
se l'inseguiamo,
sguscia alla nostra presa,
ci scivola di mano e fugge in una fuga eterna.
Per noi nulla si ferma.
Blaise Pascal
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