" L'amore, quando la vita ci incalza, è solo un'onda più alta fra le onde " Pablo Neruda

Oh voi che non temete,
udite il suo canto!
Con voce ammaliante irrompe 
nella farraginosa mente.
Mulinate le braccia e remate,
alla ricerca di colei sì desiderata.
Stremati, 
vi abbandonate al lungo sonno.
L'onda si apre...
Beffarda emerge e vi ruba l'anima.




dal libro "Non ha più lacrime la mia terra..." di Giorgio De Luca



Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia…

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.


Pablo Neruda



Sentirai il tuono
e mi ricorderai,
pensando:

lei voleva la tempesta.

L’orlo del cielo avrà
il colore del rosso intenso,
e il tuo cuore,
come allora,
sarà in fiamme.


Anna Achmatova

Come una lisa pellicola in bianco e nero,
rivedo il tuo volto, ripenso a com'ero...
A quella tua gioia triste che in me si rispecchia.
Il tempo corre lasciando la sua traccia,
mentre vedo me vecchia
tornare bambina tra le tue braccia.



Antonella Di Pietro©febbraio 2011
Tutti i diritti riservati


Le forti sensazioni dell'inverno, ci portano ricordi silenziosi: 
il freddo che gelava anche il respiro, gli sguardi diventavano preziosi; 
gli occhi tuoi cercavano un abbraccio e un pò di solitudine sfumava.. bene così. 
Coprimi di sogni e di coraggio, portami via da qui 
tu capisci bene il mio linguaggio.. lascia che sia così. 
che tanto sei la cosa più importante per me. 
Adesso, ho imparato anche a sognare, la fantasia non mi interessa più. 
Vivo di banali concretezze appese ad un filo di malinconia 
frutto di un amore quotidiano che aiuta a dare un freno alla pazzia! 
I giorni dati in pasto alla rabbia quando rischiavo non fossi più mia. 
Coprimi di sogni e di coraggio, portami via da qui 
tu capisci bene il mio linguaggio.. lascia che sia così. 
Che tanto sei la cosa più importante per me. 
Secoli per dirsi una parola, adesso invece c'è una cosa sola: 
è frutto di un istinto naturale che ci porta via e ci fa volare 
e allora.. Coprimi di sogni e di coraggio, fallo per me 
con te sono come in ostaggio.. lascia che sia così. 
che tanto sei la cosa più importante per me... Bene così.


Ora che lui è partito, e non si farà vivo più, scomparso, cancellato via dal quadrante della vita esattamente come se fosse morto, a lei, Irene, non resta che armarsi di tutto il coraggio che una donna può chiedere a Dio e sradicare tutti i rami per cui quello sfortunato amore si è attaccato alle sue viscere. E' sempre stata una ragazza forte, Irene, questa volta non sarà da meno.

E' fatto! Meno tremendo di quanto lei pensasse; e meno lungo. Non sono passati neanche quattro mesi, ed eccola completamente liberata. Un poco più magra, più pallida, più diafana, però leggera, col languore soave della convalescenza dentro cui già palpitano vaghe illusioni nuove. Oh è stata brava, eroica è stata, ha saputo essere crudele con sé stessa, ha respinto con accanimento tutte le lusinghe dei ricordi, ai quali sarebbe stato pur dolce abbandonarsi. Distruggere tutto ciò che di lui restava nelle sue mani, fosse pure uno spillo, bruciare le lettere e le foto, buttar via i vestiti indossati quando c'era lui, sui quali forse gli sguardi suoi avevano lasciato una traccia impalpabile, sbarazzarsi dei libri che anch'egli aveva letto e la comune conoscenza stabiliva una complicità segreta, vendere il cane che ormai aveva imparato a riconoscerlo e gli correva incontro al cancello del giardino, abbandonare le amicizie che erano appartenute a entrambi, cambiare perfino casa perché a quel camino lui una sera si era appoggiato con un gomito, perché un mattino quella porta si era aperta, e dietro era apparso lui, perché il campanello della porta continuava a dare lo stesso suono di quando lui veniva, e in ogni stanza le sembrava così di riconoscere una misteriosa impronta. Ancora: abituarsi a pensare ad altre cose, gettarsi in un lavoro massacrante per cui di sera, quando il pericolo si ridestava più insidioso, un sonno di pietra la atterrasse, conoscere nuove persone, frequentare nuovi ambienti, cambiare anche il colore dei capelli.

Tutto questo lei è riuscita a fare, con impegno disperato, non lasciando sguarnito un angolo, una fessura, da cui il ricordo potesse farsi strada. L'ha fatto. Ed è stata guarita. Ora è mattino, con un bel vestito azzurro che la sarta le ha appena mandato, Irene sta per uscire di casa. Fuori c'è il sole. Lei si sente sana, giovane, tutta lavata dentro, fresca come quando aveva sedici anni. Felice addirittura? Quasi.

Ma da una casa vicina viene una breve onda di suono. Qualcuno ha la radio accesa o fa andare il grammofono, e una finestra è stata aperta. Aperta e poi subito chiusa.

E' bastato. Sei o sette note, non di più, la sigla di un vecchio motivo, la sua canzone. Su, coraggiosa Irene, non perderti per così poco, corri al lavoro, non fermarti, ridi! Ma un vuoto orrendo le si è già formato entro nel petto, ha già scavato una voragine. 

Per mesi e mesi l'amore, questa strana condanna, aveva finto di dormire, lasciando che Irene s'illudesse. Ora una inezia è stata sufficiente a scatenarlo.

Fuori passano le macchine, la gente vive, nessuno sa di una donna che, abbandonata sul pavimento a ridosso della porta di casa come una bambina castigata, sciupandosi il bel vestito nuovo, perdutamente piange. Lui è lontano, non tornerà mai più, e tutto è stato inutile.


Dino Buzzati



Oggi sento nel cuore
un vago tremore di stelle,
ma il mio sentiero si perde
nell'anima della nebbia.
La luce mi spezza le ali
e il dolore della mia tristezza
bagna i ricordi
alla fonte dell'idea.

Tutte le rose sono bianche,
bianche come la mia pena,
e non sono le rose bianche,
perché ci ha nevicato sopra.
Prima ci fu l'arcobaleno.
Nevica anche sulla mia anima.
La neve dell'anima ha
fiocchi di baci e di scene
che sono affondate nell'ombra
o nella luce di chi le pensa.

La neve cade dalle rose,
ma quella dell'anima resta
e l'artiglio degli anni
ne fa un sudario.

Si scioglierà la neve
quando moriremo?
O ci sarà altra neve
e altre rose più perfette?
Scenderà la pace su di noi
come c'insegna Cristo?
O non sarà mai possibile
la soluzione del problema?

E se l'amore c'inganna?
Chi animerà la nostra vita
se il crepuscolo ci sprofonda
nella vera scienza
del Bene che forse non esiste
e del Male che batte vicino?

Se la speranza si spegne
e ricomincia Babele
che torcia illuminerà
le strade della Terra?

Se l'azzurro è un sogno
che ne sarà dell'innocenza?
Che ne sarà del cuore
se l'Amore non ha frecce?

Se la morte è la morte,
che ne sarà dei poeti
e delle cose addormentate
che più nessuno ricorda?
O sole della speranza!
Acqua chiara! Luna nuova!
Cuore dei bambini!
Anime rudi delle pietre!
Oggi sento nel cuore
un vago tremore di stelle
e tutte le rose sono
bianche come la mia pena.


Federico Garcia Lorca